19 novembre 2006
Ambiente in Toscana: la Regione legalizza le stragi di storni protetti da legge e UE
Non solo le belle colline toscane stanno perdendo parte delle specie spontanee e dei boschi che le ricoprono, sostituiti da case, piazzole, strade e svincoli, a causa della mania stradale, della speculazione edilizia e dell’abusivismo diffuso, ma la stessa fauna selvatica, che leggi dello Stato e sentenze giurisprudenziali considerano "patrimonio indisponibile dello Stato" viene decimata illegalmente, o comunque in deroga regionale a precise norme nazionali ed europee. Il provvedimento è stato presentato col demagogico scopo di "tutelare le produzioni agricole" ed in particolare le olive, ma omettendo di segnalare i vantaggi arrecati dallo storno attraverso la distruzione della mosca olearia. Il provvedimento reintroduce inoltre nelle province di Firenze, Arezzo, Lucca, Pisa, Pistoia e Siena gli odiosi impianti di cattura degli uccelli da richiamo che potranno essere venduti a 15 euro ciascuno.
La legge è stata approvata a grande maggioranza, con il solo voto contrario dei due consiglieri verdi, Lupi e Roggiolani. I due consiglieri hanno messo in evidenza che lo strumento della legge è stato preferito a quello della delibera amministrativa per mettersi al riparo dal ricorso al TAR che le associazioni ambientaliste avrebbero immancabilmente presentato e che avrebbe portato probabilmente all'annullamento del provvedimento
CARLO CONSIGLIO